laCasta – Encyclia Ep (2016)

Tag

, , , , , , , , ,

laCasta-Encyclia
Band: laCasta
Genere: Blackened HC/Crust
Nazionalità: Monopoli (Italia)
Label: Indipendente
Soundcloud

Dopo una lunga assenza ritorna Never Ending Disagio e ritorna portando con sé strenne, dolcetti e un’asfissiante dose di Oscurità! Questa volta l’Oscurità proviene da Monopoli (Bari), città di insediamenti preistorici, porti illirici, sole, mare e di quattro giovanotti barbuti e incazzati neri. I laCasta ci propongono con Encyclia, loro primo lavoro in studio, una cupissima opera di postcore blackeggiante imbastardita da una furiosa vena crust. In poco più di un quarto d’ora di musica i quattro monopolitani sputano in faccia all’ascoltatore tutto il loro disprezzo e disagio. Encyclia è un’esplosione di rabbia repressa: sia negli slanci più tipicamente black metal che nella fangosa epicità dell’hardcore si riconosce un costante disagio collerico. Spaziando tra i generi, i laCasta ricercano il modo più adatto per esprimere il loro rancore; non bisogna aspettarsi aperture o momenti per recuperare il fiato in questo Ep, Encyclia è un lavoro davvero monolitico, con i pregi (un discorso musicale coerente) e i difetti (un ascolto che sulla lunga distanza può diventare pesante) derivanti da questa scelta. Ma, mecojoni, ce ne fossero di esordi di questo tipo! Gente da tenere sottocchio.

E puppatevi anche il video che non è un cazzo male!

Annunci

Black Monolith – Passenger (2014)

Tag

, , , , , , , ,

black monolith
Band: Black Monolith
Genere: Black/Crust/D-Beat
Nazionalità: Oakland (USA)
Label: All Black Recording

Black Monolith, solo project di Gary Bettencourt (saltuario turnista dei Deafheaven), si era già fatto notare con il suo primo demo nel 2011, il black crusteggiante proposto non brillava certamente di originalità, ma aveva una sua intrinseca ferocia che lo faceva risaltare tra la miriade di opere prime che escono ogni anno. Nel 2014 Black Monolith diviene il primo progetto prodotto dalla neonata etichetta All Black Recording (e non si venga a dire che nel campo della musica estrema manca la fantasia in fatto di nomi!), capitanata guarda caso da George Clarke e Derek Prine (rispettivamente cantante ed ex bassista dei Deafheaven). Ma a parte il black metal gossip (che da quando Varg è diventato una suorina ha perso di verve), questo Passenger è una figata. La naturalezza con cui mr. Bettencourt tiene in equilibrio le gelide tirate post-black e i puzzosi momenti d-beat è magistrale. Le due anime del disco, quella punk e quella black, si incontrano, si scontrano e convivono assieme, andando a creare una suono cupissimo e al contempo eccitante. Mentre tutto il disco si stabilizza su questa commistione di black atmosferico e crust, l’ultima traccia – Eris – si distingue per un sapore fortemente post metal, mi sfugge se l’intento sia quello di creare un semplice outro, una distensione finale dopo tanta oscurità, o se Black Monolith voglia lasciarsi uno spazio di manovra in cui lavorare nei prossimi dischi; chiariamo, la traccia funziona, spero però che nelle uscite future non si vada a perdere quel delizioso impulso punk (con tanto di assolini old school) per accodarsi a un più generico “post qualcosa”. Vedremo, nel mentre ascoltate, scaricate e supportate perché ne vale la pena!

Phobonoid – Orbita Ep (2013)

Tag

, , , , , , ,

phob
Band: Phobonoid
Nazionalità: Lagorai (ITA)
Genere: Industrial Black/Doom
Label: Dusktone

E’ sempre una soddisfazione vedere che la musica malsana può nascere anche nel nostro paese (ed è anche roba coi controcazzi)!
Phobonoid, solo project di Lord Phobos, inizia con Orbita un oscuro percorso musical-concettuale. Sempre in bilico fra black metal e doom e forte di una gelida vena industrial-elettronica, Phobonoid crea un’ opera maestosa e affascinante, resa affine al Dark Ambient da un procedere di sapore filmico e da una potente carica evocativa. Orbita è un viaggio sulla desolata superficie di Marte; una colonna sonora che ci racconta il crollo della civiltà del pianeta rosso atPassaggio di Phobos di fronte a Deimostraverso lo sguardo dei suoi due satelliti, Phobos e Deimos. Il concept del disco ruota attorno alla dualità di questi nomi, Phobos e Deimos sono infatti i gemelli generati dall’unione di Ares (Marte) e Afrodite, il che tinge questo viaggio nello spazio profondo di tonalità epiche e mitologiche.

Hail Spirit Noir – Oi Magoi (2014)

Tag

, , , , , , ,

Hail-Spirit-Noir-Oi-Magoi1
Band: Hail Spirit Noir
Nazionalità: Macedonia
Genere: Progressive / Psychedelic Black Metal
Label: Code666

Gli Hail Spirit Noir hanno un problema, c’è qualcosa nelle loro testoline da macedoni che li spinge a volersi mettere in mostra a tutti i costi.  E meno male, dico io.
Il loro album di debutto, Pneuma, era un bizzarro mélange di prog rock, psichedelia e black metal; il disco era sorprendente e assurdo, ma non completamente a fuoco. Con Oi Magoi il terzetto di Salonicco riesce invece a limare le asperità presenti nel lavoro precedente e a regalarci un’opera coinvolgente e convincente, dove la sperimentazione e la stravaganza non sono più un fine, ma un mezzo attraverso il quale esprimersi. Ciò che colpisce di questo nuovo disco è la facilità con cui gli Hail Spirit Noir riescono a fondere l’aggressività del Black Metal a passaggi di derivazione sessanta / settantiana. Non c’è forzatura nel passare da un riffing aggressivo e distorto a fughe in purissimo stile prog o ad allucinate visioni di ascendente Doorsiano. Gli Hail Spirit Noir si dimostrano musicisti abilissimi, capaci di tessere complicate trame strumentali, senza tuttavia perdere d’occhio la compattezza e un vibrante impatto emotivo.Che siano lanciati in epiche cavalcate psichedeliche, dispersi in sognanti viaggi siderali o impegnati in brutali assalti all’arma bianca, i tre macedoni si destreggiano sempre con gran humor e ineccepibile classe.

 

Have a nice life – The unnatural world

Tag

, , , ,

Have-A-Nice-Life-The-Unnatural-World-2013I miracoli talvolta accadono. Nessuno ci sperava più, ma gli Have a nice life sono tornati! Nel 2008 Dan e Tim diedero vita con Deathconsciousness a una monumentale  summa del rock oscuro, capace di fondere shoegaze, post punk, industrial e drone in un unico flusso di musica crepuscolare di oltre 80 minuti. Un vero e proprio capolavoro. Dopo cinque anni di lavorazione gli HaNL ci presentano finalmente il loro nuovo lavoro, The unnatural world. Il disco uscirà il 4 febbraio per la Flenser Records (che ristamperà anche l’ormai introvabile Deathconsciousness), ma in questi giorni pieni di sorprese (avete sentito lo streaming dei Woods of Desolation?) possiamo ascoltarlo in anteprima grazie a Pitchfork.
The unnatural world sembra proseguire il discorso iniziato con il lavoro precedente e innalza attorno all’ascoltatore un caliginoso muro di suono dalle tinte cupissime,  dove sprazzi di aggressività post punk si alternano a nenie distorte di pura rassegnazione. Le intense ondate di rumore, le vocals distanti e le ritmiche martellanti ci invadono e trascinano in un opaco mondo di sordo dolore. Deathconsciousness era un precedente decisamente arduo da superare o anche solo eguagliare, ma gli HaNL ci riescono egregiamente presentandoci un disco che ne guadagna in termini di compattezza, anche grazie a un minutaggio decisamente inferiore.
Come già detto per i Woods of Desolation, ci sarà ancora tempo per parlare di questo disco, evitando così di dare giudizi affrettati, per ora l’importante è ascoltare, ascoltare e ascoltare!

Da oggi (27/01) lo potete anche ascoltare o scaricare dal bandcamp della Flenser Records!

Woods of Desolation – As the stars

Tag

, , , , , ,

72818_woods_of_desolation_as_the_stars
Band: Woods of Desolation
Genere: Depressive/Post black
Nazionalità: Australia
Label: Northern Silence

Alzi la mano chi non si era innamorato di Torn beyond reason. A tre anni da quel capolavoro di depressive melanconico e moderno, D., mastermind dei Woods of Desolation, torna a far sentire la sua sgraziata voce. As the stars uscirà a Febbraio, ma l’ottimo sito Stereogum ci offre la possibilità di sentirne lo streaming completo con qualche giorno di anticipo.
Rispetto a Torn Beyond Reason ci troviamo di fronte a un lavoro molto più orientato verso i territori del post-black/blackgaze: la produzione è tornata a essere maggiormente lo-fi e tutta l’attenzione è concentrata sugli intrecci chitarristici che danno vita a un continuo alternarsi di umori, ora cupi ora luminosi. L’album è decisamente ottimo, emozionante e pieno di passione,  tuttavia credo che da un act come WoD ci si sarebbe potuti aspettare un prodotto con maggiore originalità e personalità. Ma si parlerà sicuramente ancora di questo disco in maniera più approfondita, quindi per ora godetevi lo streaming.

Atacama Death Experience – Wasted time and broken bones (2013)

Tag

, , , , , , ,

a1606143734_10
Band: Atacama Death Experience
Genere: Sludge
Nazionalità: Rovereto (ITA)
Label: Indipendente

Torniamo a parlare un po’ delle realtà italiane: quello che oggi vi presento è l’Ep di debutto degli Atacama Death Experience, duo (basso e batteria) trentino dedito a un soffocante sludge. La musica degli ADE è materia nerissima che puzza di bourbon e benzina: il loro sludge si nutre della ferocia del crust come delle sinuose linee del blues, andando a creare una miscela ruvida e groovy che ci rimanda direttamente alla migliore tradizione del southern sound. Musica buia quindi, ma che grazie alla sua vena hard blues e ai suoi riferimenti stoner è in grado di farti invadere da un’irrefrenabile necessità di scapocciare e percuotere chiunque ti si pari davanti.
Ciò che inoltre colpisce di questo Wasted time and broken bones è la capacità di creare un monumentale muro di suono attraverso due soli strumenti: gli ADE non hanno sicuramente paura ad alzare il volume!
Godetevi lo streaming:

An autumn for crippled children – Try not to destroy everything you love (2013)

Tag

, , , , ,

a3245209602_2
Band: An autumn for crippled children
Genere: Blackgaze/Shoegaze/
Post black
Nazione: Olanda
Label: Aeternitas Tenebrarum

Gli An autumn for crippled children sono ormai una garanzia. A un anno dall’ottimo Only the ocean knows, il trio olandese ritorna sulle scene con un disco che conferma la loro straordinaria capacità di creare sognanti architetture sonore. Sempre più vicini allo shoegaze che al black metal, gli An autumn for crippled children proseguono il discorso del disco precedente, smarrendosi tra atmosfere eteree e visioni estatiche. Attraverso i selvaggi paesaggi creati dal suono di chitarre che si sovrappongo e si confondono fra echi e delay, gliAn autumn for crippled children ci accompagnano in un loro universo naturale intimo e melanconico, lasciandoci una volta ancora stupefatti e incantati.

Gris – À l’âme enflammée, l’äme Constellée…(2013)

Tag

, , , , ,

-Recensione scritta da Sarge-

379196
Band: Gris
Genere: Atmospheric black metal
Nazionalità: Canada
Label: Sepulchral Productions

Che paese strano il Canada. Se dalle sue sponde durante gli anni ’80 e ’90 provenivano i blasfemi rigurgiti di odio puro di ensemble quali Blasphemy, Conqueror e compagnia guerraiola, nell’ultimo decennio, in particolare dalla zona francofona, si è potuto assistere a una generale inversione di tendenza. Senza soffermarci più di tanto sugli act più dichiaratamente black metal, seppur siano validissimi, è il mood depressivo ad averci maggiormente sorpresi (basti pensare a Forteresse e Akitsa). Da queste atmosfere disperate sono usciti nel 2007 i Gris, duo di fratelli polistrumentisti capaci di creare un primo full-lenght che, senza dubbio alcuno, il sottoscritto bolla come miglior disco depressive black metal di sempre. Il était une forêt… era un meraviglioso lavoro di depressive cesellato alla perfezione con picchi di pura disperazione epica. Sul finire dell’estate del 2013 ero perciò logicamente eccitatissimo all’idea di un nuovo disco che mi mettesse nel mood adatto per lagnarmi dell’estate con amici e parenti. Ma, sorpresa, i nostri beniamini nati sotto la bandiera con la foglia d’acero steccano. Beninteso, non fanno un disco brutto, semplicemente pisciano fuori dal vaso.
Continua a leggere

Pensées Nocturne – Nom D’une Pipe! (2013)

Tag

, , , , , ,

-Recensione scritta da Sarge-

367382
Band: Pensées Nocturne
Genere: Black Metal/Cabaret/Chanson
Nazionalità: Parigi (FRA)
Label: Les acteurs de l’ombre productions

Grande anno per la Francia, ricco di uscite interessantissime dalle terre dell’Esagono. Mentre Peste Noire consolida le fondamenta del proprio dominio e Mortifera si riprende ciò che aveva lasciato con l’ultima deludente prova, ritorna anche quel geniaccio di Vaerohn, mastermind della one-man-band Pensées Nocturne. Dopo il bellissimo esordio Vacuum – che univa in maniera egregia neoclassico e depressive black metal – il grottesco (!!!) Grotesque e il non pervenuto Ceci est de la musique, il folle artista dell’Ile de France ci stupisce con il nuovo Nom d’une pipe!. Qui il black metal degli albori si fonde con la tradizione francese: fisarmoniche, 3/4 da balera e calvados come se non ci fosse un domani; le atmosfere e i suoni sembrano uscire direttamente da cabaret burleschi (no, non nel senso delle cicce che sculettano mezze nude) o da vicoli umidi e inondati di Beaujolais. È black metal suonato da freaks sotto la sapiente guida di un direttore d’orchestra caduto in disgrazia, non a caso sin dalle prime battute l’atmosfera è quella del grande show circense con tanto di presa per il culo dell’ex presidente Sarkozy. Qui tutto è malato e distorto: Vaerohn si diletta in biechi vocalizzi da blackster come in timbri operistici e le sezioni musicali, che abbinano chitarre a ottoni, archi e fiati, sono sapientemente miscelate da uno che la musica non solo la conosce, la sa proprio. È il disco che Monsieur Famine (Peste Noire) farebbe se avesse studiato un minimo e non fosse così dannatamente punk dentro. E secondo me ci si sega sopra la notte. Compratelo!
Au revoir.