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-Recensione scritta da Sarge-

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Band: Pensées Nocturne
Genere: Black Metal/Cabaret/Chanson
Nazionalità: Parigi (FRA)
Label: Les acteurs de l’ombre productions

Grande anno per la Francia, ricco di uscite interessantissime dalle terre dell’Esagono. Mentre Peste Noire consolida le fondamenta del proprio dominio e Mortifera si riprende ciò che aveva lasciato con l’ultima deludente prova, ritorna anche quel geniaccio di Vaerohn, mastermind della one-man-band Pensées Nocturne. Dopo il bellissimo esordio Vacuum – che univa in maniera egregia neoclassico e depressive black metal – il grottesco (!!!) Grotesque e il non pervenuto Ceci est de la musique, il folle artista dell’Ile de France ci stupisce con il nuovo Nom d’une pipe!. Qui il black metal degli albori si fonde con la tradizione francese: fisarmoniche, 3/4 da balera e calvados come se non ci fosse un domani; le atmosfere e i suoni sembrano uscire direttamente da cabaret burleschi (no, non nel senso delle cicce che sculettano mezze nude) o da vicoli umidi e inondati di Beaujolais. È black metal suonato da freaks sotto la sapiente guida di un direttore d’orchestra caduto in disgrazia, non a caso sin dalle prime battute l’atmosfera è quella del grande show circense con tanto di presa per il culo dell’ex presidente Sarkozy. Qui tutto è malato e distorto: Vaerohn si diletta in biechi vocalizzi da blackster come in timbri operistici e le sezioni musicali, che abbinano chitarre a ottoni, archi e fiati, sono sapientemente miscelate da uno che la musica non solo la conosce, la sa proprio. È il disco che Monsieur Famine (Peste Noire) farebbe se avesse studiato un minimo e non fosse così dannatamente punk dentro. E secondo me ci si sega sopra la notte. Compratelo!
Au revoir.

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