Oranssi Pazuzu – Valonielu (2013)

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Band: Oranssi Pazuzu
Genere: Experimental / Psychedelic Black Metal
Nazionalità: Finlandia
Label: Svart Records

Da sempre autori di musica bizzarra e imprevedibile,  gli Oranssi Pazuzu tornano finalmente sulle scene con il loro terzo full, Valonielu.
Con questo nuovo disco i Pazuzu Arancioni proseguono il loro folle viaggio attraverso i gelidi  recessi dello spazio, facendoci  inoltrare sempre più nei misteri del loro Black Metal astratto e stralunato. La loro musica è una materia sinuosa e allucinata che sfrutta gli umori del Black, del rock psichedelico e dell’elettronica per creare visioni striscianti, avvolgenti come un trip acido finito male. Attraverso un’ossessiva ripetitività e una soffocante stratificazione di suoni e immagini, i Pazuzu costruisco un disco ipnotico e liquido, capace di trascinarci nelle profondità degli abissi siderali.
Ma come sempre la cosa migliore è ascoltare (e acquistare e supportare!):

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Primo estratto da Animale(s) dei Celeste!

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Animale(s), il nuovo lavoro in studio dei Celeste, uscirà tra meno di un mese, ma ora possiamo gustarci in anteprima Laissé pour compte comme un bâtard, prima traccia in scaletta del disco! Come al solito le aspettative sono altissime, ma un pezzo come questo non può che far ben sperare i fan del mostruoso quartetto francese.

Raspberry Bulbs – Deformed Worship (2013)

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Band: Raspberry Bulbs
Genere: Raw Punk / Crust / Black Metal
Nazionalità: NY (USA)
Label: Blackest Ever Black

Sono convinto che qualcuno avrebbe dovuto dirmelo che era uscito il nuovo Raspberry Bulbs. Non so chi, nessuno che conosco ascolta ‘sto puzzone. Però dovevano avvertirmi. Il disco è uscito ad agosto e sarebbe stato la perfetta colonna sonora della tarda estate, quel magico periodo tutto bottigliate e pugni in bocca. Ma già lo sapevo: il mondo fa schifo.
RB è il solo project di He who crushes teeth, già batterista dei Bone Awl, che nel 2011, a seguito di tre demo, debuttava col full Nature tries again, un lercissimo ammasso informe di punk e black metal mal suonato, mal cantato e mal registrato: un capolavoro. A due anni di distanza Deformed worship cambia le carte in tavola: l’organico è stato allargato (c’è anche qualcuno dei Rorschach), i suoni sono migliori e le canzoni sono più lunghe e “strutturate”. Ciò che tuttavia rimane immutato è l’attitudine: RB continua a essere un progetto raw punk sporco e ruvido che flirta con il vecchio HC, il crust e il black metal delle origini. Questa è musica lo-fi per gente lo-fi!

Orhorho – Demo (2013)

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Band: Orhorho
Nazionalità: Italia
Genere: Black Metal / Post Black / Crust
Label: Autoprodotto

Orhorho è il progetto di due musicisti, Antonio (batteria) e Michele (chitarra e voce anche negli ottimi Gottesmorder), che, a seguito della presentazione live in un tour con Light Bearer e Monachus, ci propongono via streaming il loro primo demo. Nonostante il retroterra di uno dei membri, non bisogna aspettarsi composizioni a la Gottesmorder; infatti, sebbene siano influenzati da un certo post-black, gli Orhorho si orientano verso un suono decisamente primitivo e feroce. Il loro è un black furioso e sporcato di crust, caratterizzato da un riffing ipnotico e ritmiche serrate. Colpisce inoltre la peculiarità, intravista nella seconda traccia e portata a compimento nella terza, di utilizzare ritmi tribali africani; caratteristica che introduce il concept insito nel progetto, infatti – ci spiegano – “il nome del duo è un rimando all’atavismo mitologico dell’Africa Centrale (trattasi del nome di una leggendaria principessa nigeriana. ndr), rispetto alle cui suggestioni la composizione musicale prende forma, come a voler portare il black metal al centro della Terra.”
Considerando le grandi potenzialità messe in luce da questo demo sarà sicuramente interessante vedere quali saranno i futuri sviluppi degli Orhorho, in particolar modo riguardo al complesso accordo tra la ferrea tradizione black metal e il mondo africano.

Wolvserpent – Perigea Antahkarana (2013)

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Band: Wolvserpent
Genere: Doom/Drone/Dark Ambient
Nazionalità: Idaho (USA)
Label: Relapse Record

I Wolvserpent sono in due, lei suona la batteria e il violino, lui invece strimpella la chitarra e canta. La loro è una storia da manuale: un ragazzo incontra una ragazza, si guardano, si sfiorano e, senza neanche accorgersene, fondano una band drone.
Questo Perigea Antahkarana (titolo di cui non so ancora spiegarmi il significato: Perigea indica o la fase in cui un corpo celeste è nel punto più vicino alla terra o un genus di falene, mentre l’Antahkarana è questo simbolo qui.) è il loro secondo full, nonchè la ri-registrazione (con alcune modifiche) del precedente demo Perigea. Le cinque tracce del disco si configurano come un magmatico flusso di doom/drone nerissimo con evidenti influenze della moderna scena black americana, capace tuttavia di sfociare in suggestive visioni dark ambient impreziosite dal lavoro del violino. La componente DA, sebbene non alleggerisca di un grammo l’opprimente clima del disco, è in grado però di donare ariosità alle composizioni, rendendo inoltre leggibile un significato diverso rispetto ai soliti cortei funebri del doom, quello cioè di un indissolubile legame con i più misteriosi aspetti della natura.

I Wolvserpent sono persone gentili e ci permettono di ascoltare Perigea Antahkarana per intero dal bandcamp del gruppo. Voilà:

buioingola – Dopo l’apnea (2013)

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Band: buioingola
Genere: post black/atmospheric sludge
Nazionalità: Italia
Label: autoprodotto

I buioingola sono un power trio tosco-ligure attivo dal 2011 e con già alle spalle un ottimo demo (ancora interamente scaricabile). Dopo l’apnea è il loro primo full e sarà disponibile online dal 5 ottobre, data in cui inizierà il crowdfunding atto a raccogliere il necessario per poter dare alle stampe il disco. La band propone un’intensa miscela di sludge atmosferico e post-black sempre in bilico fra furore ed epicità. Il risultato è un suono caotico e umorale su cui si stagliano echi di chitarre umbratili che donano anche ai passaggi più rocciosi le buie tinte della melanconia e della rassegnazione.
Se il precedente demo era arricchito da sample di Ungaretti e Lynch, Dopo l’apnea si apre invece con una citazione tratta da Stalker di Tarkovskij, a dimostrazione di una singolare ricercatezza nell’utilizzare riferimenti esterni a quelli usuali del panorama estremo. I sample e gli intermezzi industrial-noise hanno inoltre la capacità di far sprofondare l’ascoltatore nell’avvolgente atmosfera dal sapore filmico del disco, quasi ci trovassimo di fronte a una cupissima colonna sonora.
Con Dopo l’apnea i buioingola confermano le ottime impressioni fornite dal demo, dimostrandosi un eccellente progetto meritevole del nostro supporto, iniziate sentendo le due tracce presenti sul bandcamp!

Paysage d’Hiver – Das Tor (2013)

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Band: Paysage d’Hiver
Nazionalità: Svizzera
Genere: Ambient Black Metal
Label: Kunsthall Produktionen

Paysage d’Hiver non è un semplice act musicale, è un culto, uno degli ultimi alfieri di un’ estetica – quella del black metal originario – che si sta via via dissolvendo. Tutto in questo progetto è atmosfera, non solo la musica. I suoi dischi sono prodotti limitati, fatti uscire su supporti dimenticati (Das Tor è per ora uscito solo in cassetta) senza clamore, anzi senza alcun comunicato. Non c’è modo di sapere con certezza quando esce un suo disco, lo si sente nell’aria e basta (le dimissioni del papa e la neve ad Aprile sono stati ottimi indizi). Tutto questo per dire che quando ci si accinge ad ascoltare un disco di Paysage d’Hiver bisogna essere preparati a un discorso estetico e concettuale in aggiunta a quello musicale.
Il cancello (Das Tor) che giganteggia in copertina sembra essere l’unico rifugio dagli inquietanti rumori notturni che introducono e intramezzano il disco, ma in nessun luogo c’è salvezza quando il sovrapporsi di drone, urla e riff glaciali ci trascina lungo quel nero tunnel di disperazione che è la musica di Paysage d’Hiver. Tutto il disco pare una terribile battaglia senza sosta nella quale si scontrano limpidi synth e mura di rumore nerissimo, furiosi riff martellanti e immobili visioni di desolazione. Wintherr borbotta, sussurra e si squarcia la gola in urla laceranti, mentre il flusso continuo della musica lo sospinge lontano, in recessi sempre più oscuri e disturbanti.

Botanist – IV: Mandragora (2013)

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Band: Botanist
Genere: hammered dulcimer black metal (!)
Nazionalità: San Francisco (USA)
Label: The Flenser

Il viaggio attraverso il Verdant Realm continua! Con Mandragora giungiamo infatti al quarto capitolo (e terzo disco) della saga Botanist. Per gli sprovveduti che non conoscessero questo folle artista ricordo che The Botanist compone la sua musica unicamente con batteria e dulcimer e il suo scopo è quello di preparare il mondo alla venuta del Verdant Messiah, entità che porterà alla distruzione l’intero genere umano (qui trovate qualche spiegazione in merito).
Mandragora continua sulla linea tracciata da Doom in Bloom / Allies, rispetto all’esordio ci troviamo pertanto di fronte a un disco più pacato e atmosferico. Se infatti di The suicide tree / A rose from the dead ci si innamorava per la sua purissima follia e foga compositiva, con i suoi successivi lavori Botanist ha creato uno stile musicale molto più coinvolgente ed emozionante, dimostrando di non essere unicamente un progetto di sperimentazione fine a se stessa.
Dal Bandcamp è possibile ascoltare Mandragora (come il resto della discografia) in streaming.

 

 

Ash Borer – Bloodlands Ep (2013)

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Band: Ash Borer
Nazionalità: California (USA)
Genere: Post Black
Label: Gilead Media

Non ho intenzione di sprecare troppe parole per gli Ash Borer, ogni nuova uscita li conferma come un gruppo eccezionale e questo Bloodlands non è da meno, anzi le due tracce che compongono l’Ep sono forse le migliori mai scritte dal gruppo. Quella degli Ash Borer è musica costruita su un semplice principio di addizione e sottrazione, i loro pezzi hanno la natura di un fiume che di volta in volta si ingrossa o prosciuga, senza però mai perdere la propria fisionomia. L’andamento ora cantilenante ora poderoso delle composizioni di Bloodlands lo rende un disco capace di trascinarci in un lungo vaggio tanto ipnotico quanto emozionante.
Sul Bandcamp del gruppo potete trovare Oblivion’s Spring, la prima traccia del disco. Ricordo inoltre che il 15 di aprile gli Ash Borer saranno a Milano assieme ai Fell Voices!

Rorcal – Vilagvege (2013)

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Band: Rorcal
Nazionalità: Geneva (Svizzera)
Genere: Black Metal / Doom / Sludge
Label: Cal of Ror Records

Con una’apocalisse mancata ormai alle spalle sentivo la necessità di qualcuno che mi strappasse dalle mie sicurezze per ricordarmi che la fine del mondo è vicina e che moriremo tutti in maniera dolorosa e insensata. Grazie a dio ci sono i Rorcal che con il loro nuovo Vilagvege, termine ungherese (?) che sta a indicare l’armageddon, si accollano l’oneroso compito di raccontarci come tutto si disintegrerà. I Rorcal sono gente che sta male, gente che gode nell’assaporare ogni singolo secondo della Fine.  Vilagvege è un disco che fa paura: le rabbiose sfuriate black e i soffocanti rallentamenti al limite del drone schiacciano l’ascoltatore, negandogli ogni speranza. E visto che gli svizzerini non voglio negare a nessuno una bella abbuffata di Disagio, ecco qui lo streaming completo dell’album: